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” Il codice del silenzio “

 

Il silenzio è come un fiore dai troppi petali , non
arriverai mai e in nessun modo a contarli tutti , mentre nei tuoi occhi resterà
soltanto il polveroso rumore di colori troppo screziati .

E ti chiedi fino a che punto valga la pena indagare dentro
quelle acque oscure , fredde e urticanti , per poi ritrovarti con la sola
compagnia di un rumore senza eco .

Quando il silenzio cade dall’alto sulla tua vita ,  totale , improvviso e incomprensibile ,
inaspettato ,  arroccato e strenuamente  intangibile da alcunché …sei come un
prigioniero sepolto dentro una bara d’acqua …ogni sensazione che cerchi di
inviare lontano dalla tua scomoda cella…può soltanto tornarti indietro come
semplice riflusso di liquida corrente o come supposizione…non hai alcuna scelta
o movimento possibile , perché non puoi discernere oltre il confine
dell’immaginazione.

E la responsabilità del bene , ma anche  del male , di ogni parola che quel
prigioniero saprà articolare non può , ne potrà mai , essergli fatta peso o
condanna…perché è l’acqua che lo ricopre e circonda ad aver scelto il peso
del buio , indipendentemente dalle liquide motivazioni , semplicemente perché
fatto puro e semplice nella sua mera evidenza .

Se il tuo orizzonte decide di esser tempesta , o deserto
,  non potrai che diventare un  marinaio che si prende cura del proprio
sartiame , oppure un  viandante sempre
pronto ad  assicurarsi che i suoi sandali
siano ben integri ed asciutti , all’orizzonte il peso dell’onda spumeggiante o
dell’inerte sabbia , a te il diritto di non esser travolto dalla risacca del
mondo.

Quando il silenzio è deliberatamente imposto , e  unilateralmente scelto , da una persona nei
riguardi di un’altra  , silenzio che sia
, nelle intenzioni o meno di chi lo mette in atto ,   un gesto irrispettoso o no ,  opportuno oppure no, giusto o ingiusto , può
essere esattamente come una sterminata collezione di farfalle dalle ali , e dai
colori , ogni volta diversi .

Esso  può essere attesa
di un dono che oggi non sai immaginare , una speranza che non sai dipingere , una
difesa i cui bastioni non riesci a scorgere 
, un dramma che non trova ancora parola , ma anche impossibilità , una
maldestra richiesta d’aiuto ,  indifferenza
, equivoco ,  incomprensione , l’abbandonarti
, il metterti in un cassetto e magari credendo di poterti  ritirar fuori senza colpo ferire alla prima
occorrenza , prosaico calcio nel sedere o melodrammatica lama di coltello nelle
spalle ,  errore senza rimedio  , paura di una reazione , vergogna , utopico
rimandare l’inevitabile  , scelta e/o
compromesso ,  personale e raggiunta
consapevolezza ( provvisoria o meno ) , 
prova di se e / o dell’altro , prova del potere che l’altro ha su di te
,  trappola perché l’altro faccia
qualcosa che renda il distacco più semplice , pretesto che consenta così di non
accollarsene del tutto il peso , il paradossale “ Hai visto ? Lo sapevo e me
l’aspettavo, allora ho fatto bene..“ e che serve semplicemente , come banale
cosmesi dell’anima , a potersi guardare un po’ più a lungo nello specchio in
futuro ,  può essere  poi  individuale
riflessione senza subire alcuna forzatura o influenza , può essere tornare a
parlare finalmente con se stessi dopo essersi dimenticati anche l’alfabeto
della più semplice emozione ,  oppure può
essere più prosaicamente fuga , una fuga forse eterna o solo finché reggerà il
fiato degli imposti convincimenti quotidiani , fuga finché l’ultima goccia di
luce non si ribellerà ad esser schiacciata dal vuoto o finché le ultime  radici non si saranno del tutto disperse nel
vento .

E che il silenzio , questo silenzio , sia tutto questo ,
qualcosa , o anche niente di tutto questo…una cosa mi pare assolutamente
indiscutibile , almeno per il modo d’essere di chi scrive…( e che non ha avuto
alcuna leggerezza e divertimento per un verso , od astio e rivalsa per un altro
, nello scrivere questo intervento )  … una
assenza del genere non può mai essere sciolta dalla persona che la subisce…anche
se quest’ultima persona avrebbe voluto farlo dopo un istante…anche tenendo
conto di tutti i delicati ingranaggi della situazione… perché quest’ultima ,
oltre alla congettura del perché .. all’individuale , e serena ,  riflessione su sempre possibili  , proprie ,  mancanze delle quali , umanamente , può non
aver avuto coscienza … e all’eventuale , pura e semplice , presa d’atto di un
fatto ( piacevole o meno ) non può assolutamente altro… perché altrimenti
sarebbe come per un albero chiedere ragione del vento o per un chiodo chiedere
ragione del martello .

Perché il silenzio , cosa da sottolineare ,  è una lama che diventa  fin troppo affilata , e soprattutto non più
dritta ma bensì ricurva ,  se costretta a
tagliare col filo del paradossale .

Il silenzio , come detto , può essere mille e mille cose…può
essere speranza e attesa , fatto , fuga , arma di difesa o di offesa , trappola
distesa ai piedi o  segreto di Pulcinella
, ma , qualunque cosa esso sia , qualunque sia il motivo e l’intenzione ,
inevitabilmente , nel suo uso…nella sua forza…porta sempre , e comunque  , con se un prezzo da pagare…ed è un prezzo
che non ammette mai miopie…perché esso non ha alcuna leggerezza possibile e non
ne concede mai a lungo… non si può maneggiarlo con disinvolta
sicurezza…semplicemente perché chi si è fatto forza , o scudo , o scialuppa
calata in acqua nella notte senza far rumore… di un diritto come quello al
silenzio ha anche , inevitabilmente , se mai vorrà o riuscirà ,  la responsabilità e il dovere di porvi fine .

Questo è ciò che avevo da dire e da scrivere al silenzio ,
anche se avrei preferito di gran lunga altri mezzi e modi , ma non mi è stata
concessa possibilità alcuna di scegliere un qualsiasi calamaio per la mia penna
, orizzonte per i miei occhi , o suono per 
la mia voce .

Un giorno mi è stato chiesto tempo e fiducia  e non ho avuto nulla da eccepire , come
potrei non averlo nemmeno ora , ma adesso questo scritto , queste mie parole
,  sono il punto che metto ..è il mio
punto … oltre di questo non sarò io ad aggiungere parola … questo è il nadir
sotto al quale non si scende ulteriormente… perché adesso  , se e quando vorrà , spetta solo al silenzio costruire
un gradino o una parola .

 

Per finire riporto qui una email che inviai ad una amica
circa tre anni fa , prima ancora della nascita del mio blog , e sarà solo il
tempo a dire se questa mio scritto fu lettera profetica oppure no  :  “ Sì
è vero , lo so…spesso , per il mio modo di essere e di amare , vengo tacciato
di ingenuità… perfino in senso puerile…e questo , francamente , se non ci fosse
da piangere mi farebbe ridere.. perché è il trionfo del paradossale …ma credo
che questo , da una parte , serva a selezionare le persone che mi si avvicinano
, e mi riferisco agli scarsi in diottrie , ai saccenti senza capacità di
riflessione , agli  insegnanti di vita “
dura e cruda “ …  e , allo stesso tempo ,
dall’altra parte a porsi serie domande sul come vengono vissuti i rapporti
umani.

E la mia riflessione qui è di uno sconcerto assoluto.

Si preferisce darmi dell’ingenuo per il fatto che non so
nascondermi , per il fatto che in ogni cosa cerco di vedere la cosa più
importante che è sempre  l’amore e il
valore della persona che incontro…senza paura…senza fare di quella persona una
statua inarrivabile , un utopia ma semplicemente , e meravigliosamente , quel
che è da sempre ,  un essere umano…perché
guardo al di là di ogni situazione , difficoltà o preconcetto…che la cosa che
viene prima sia sempre  la persona e non
la situazione…quest’ultima è cosa che deve essere affrontata insieme senza che
nessuno sia lasciato giocare da solo al buio…e se il valore di quella persona ,
nella sua vita ,  si è ritrovato a dover
esser colpito , ferito o danneggiato deve poter essere sanato assieme…come
quando trovi un fiore calpestato ..e sai che , assieme , tornerà a splendere
per la felicità di entrambi… e invece che succede….si sceglie invece di
rifugiarsi dentro campane di vetro fatte di frasi fatte , di stati di quiete a
data di scadenza , e  tenuti in piedi con
un già traballante quotidiano …di malcompresi carpe diem , con un vetro sottile
e  fatto di cicatrici e ferite …appese lì
, proprio come bizzarri trofei , a far vedere e dimostrare a se stessi , e agli
altri , che mai più a loro capiteranno cose del genere… la raggiunta ( presunta
? ) atarassia di emozioni e speranze…il non voler più niente e nessuno , il non
aver più bisogno o emozione di niente e nessuno…che sì , certo , è cosa che ti
consente di far quel che vuoi , di essere amante e/ o amico di tutti e/o di
nessuno…di andare ovunque e di essere la recita di te stesso che preferisci
essere….ma non ti consente di essere la cosa più importante e semplice , quella
di essere vivo .

Ed è quella , l’esser davvero vivo , l’unica cosa alla quale
non puoi scappare , volente o nolente , e ancor prima della morte.

Il paradossale è che in troppi quando trovano l’amore… ( la
cosa che più cercano anche se non sono capaci di confessarlo a se stessi , e nemmeno
nei propri sogni…pena il venir giù della campana di vetro ) ..fanno il
contrario… scelgono proprio  il dolore …e
, paradossalmente la determinazione che dovevano  , e  potevano ,  mettere nella cosa più bella…la mettono per la
cosa più brutta.

Il fatto è che semplicemente non esiste difesa…illusorio
pensarlo…e non può esistere perché altrimenti non saremmo in vita…non esistono
campane di vetro , situazioni , difficoltà o “ stati di quiete raggiunti “ ( di
solito…assurdamente… indotti o fatti propri anche grazie a  professionisti della rinuncia  e della serenità da encefalogramma piatto..
da  manuali tipo “ come viver bene e in
serenità in tre giorni “ o amenità simili…ovvero da tutte quelle , piccole , o
grandi ,  pasticche , e quasi mai gratis
, di sorridente solitudine prese qua e là nel quotidiano…tutto quello che serve
a rassicurare sulla bontà del proprio “ non sentire “…ma , purtroppo , nient’altro
che farmaci di sostegno a quella vita che ormai non ha più valore di un flacone
di  metadone ) .

Non si può non respirare come non si può non amare , e non
c’è verso di tenersi lontani da quel che l’amore ha modificato , cambiato o
stravolto , perché è la sua verità a non consentirlo , una verità che magari
puoi anche stuprare o seppellire , ma che sarà sempre sulla soglia della tua
porta , tu lo voglia o no .

L’amore porta con se sofferenza , certo , spesso è
inevitabile…questo è il prezzo , e si deve essere pronti a pagarlo ogni volta …esattamente
così come ogni volta che respiri… perché non si può vivere dando in permuta
alle bancarelle dell’usato le nostre emozioni , o affittarle a quell’inquilino
che è la solitudine , seppur ben vestita e profumata .

A me piace definirmi come uno che cerca , in un fiume enorme
e sconfinato , quell’unica gemma che saprà rivelarsi come tale , tra acqua e
terriccio , nel mio setaccio…e come ho già sofferto così son pronto a soffrire
ancora e ancora…se questo servirà per arrivare a quell’unica gemma …e questo
non è farsi del male , sarebbe un grave errore di miopia il pensarlo ..perché è
troppo facile fermarsi nel dolore…e dover vivere poi dopo omaggiando gli altri
col nostro dolore …non si può vivere il paradosso di esser colpiti dal dolore e
poi ritrovarsi a darlo ad altri a nostra volta…” perché così è  la vita “…perché non può  spaventarmi  il mare di buio , se so che devo cercare
quell’unica luce…e se per avere quell’unica felicità devo pagare il prezzo di
un mare di buio lo farò sempre e comunque… potranno crollare intere catene
montuose in quel fiume…potrò ritrovarmi col mio setaccio pieno di pietre
pesanti e taglienti …avere le mani ferite da sassi e pietre , esser costretto a
tenere il setaccio coi denti …ma non ci sarà pietra , o pepita rivelatasi di
stagno , a fermarmi.. andrò sempre avanti .

Dovrò capire , se mai succederà , se sarò capace di
sacrificare parte del mio orgoglio e della mia dignità per donarlo ad un’altra
persona , come atto d’amore e speranza , per far capire che non è vero che c’è
solo buio … che non c’è solo il prendere , l’ingannare o lo sfruttare…che non è
vero che quel che crediamo non ci sia esista , sempre e solo , nella nostra
fantasia … che è ancora possibile meravigliarsi di qualcosa che non ti
aspettavi più…e se mai sarò capace di questo , per amore verso un’altra
persona…mi scoprirò ancora più forte , determinato ,  in quel che sono come essere umano… se mai
avrò quel coraggio spero che quel mio dono sappia far crescere sorgenti dove prima
c’era solo il deserto … spero davvero che se mai avrò la forza di fare una cosa
simile  di esserne ripagato .

Lo so , la sofferenza è , e sarà inevitabile , probabilmente
anche l’abbandono , la delusione e la sconfitta… ma saprò anche e sempre una
cosa ben più importante di questo.. e cioè che ogni istante che viene trascorso
nel dolore è sempre un istante che ti allontana da quell’unico tesoro…e dunque
nelle notti di dolore , tristezza e  abbandono avrò sempre quella consolazione…una
consapevolezza e una meta …qualcosa che , invece , chi  mi ha fatto o mi farà del male , non potrà
mai avere…ed io , una volta trascorsa la notte , sarò ancora e sempre al mio
setaccio.

Forse è soltanto una illusione la mia…certo , può essere…una
“ ingenua “ illusione per chi sa vedere solo un mondo di fantasmi sorridenti e
sereni , ma pur sempre fantasmi… ma se il dolore nella vita è inevitabile , e
lo è che tu sia vento che soffia o che tu sia fermo a terra come un sasso ,
preferirò sempre rischiarlo per un amore…se dobbiamo , come fragili esseri
umani ,  prima o dopo , convivere col
dolore penso che sia meglio rischiarne sempre per un amore…piuttosto che per
una solitudine affollata …perché non c’è nient’altro di più bello o che ne
valga la pena….perché è questa , e solo questa ,  l’unica possibilità che un individuo può dare
a se stesso per essere davvero vivo , e sentirsi degno e fortunato di esserlo “
.

 

Lou Sedgwick 2008

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