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Ciao mondo!!
Postato in Senza categoria il giorno 25 dicembre 2010
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Coming Soon….
Postato in Piccole note il giorno 31 ottobre 2009
Coming Soon……
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100
Film Parte 1 di 5
Effetto Notte 08 “ Duello nel pacifico “
Postato in Effetto notte il giorno 30 settembre 2009
Sono sicuro che è laggiù .
Sì , laggiù , oltre tutta questa folta vegetazione , da
qualche parte vicino alla spiaggia .
E mi attende , stando ben attento anche al mare dietro le
sue spalle , ne sono sicuro .
Mi attende come la sentinella , ferma e silenziosa , che
scruta il fioco orizzonte da dietro il suo mirino di precisione , mi attende
come la profonda pozza dove scompare ogni foglia che il fiume trascina .
Non so bene che fare o che pensare , sia io che lui siamo in
una situazione di stallo , proprio come il mio aereo che si è inabissato a poca
distanza da questa maledetta isola , niente di più che un enorme scoglio
completamente ricoperto di una intricatissima vegetazione tropicale e , cosa
infinitamente più grave in questo momento , del tutto priva di acqua potabile .
Sì , la cosa in questo momento è anche più grave della
presenza del mio avversario , dell’altro sventurato ospite di questo posto
dimenticato da ogni mappa , perché da troppo tempo non bevo , il caldo e
l’umidità sono insopportabili , non
accenna minimamente a piovere , e io sto letteralmente morendo di sete .
Non potrò resistere ancora per molto , le mie forze vengono
meno , assieme alla mia lucidità .
E lui , laggiù , sa tutto questo..lo sa benissimo .
Ha tentato di stanarmi col fumo , soffocando ad arte il
fuoco di sterpaglie , rendendo così irrespirabile l’aria , trasformando il
paesaggio inestricabile dell’isola in un asfissiante muro verde e grigio dal
sapore di cenere , una nebbia che è calata su questi luoghi sconosciuti come un
mortale , inarrestabile , sudario .
Non so ancora come ho fatto a resistere , non so ancora dove
tenessi dentro di me le energie per resistere , ma ormai son quasi allo stremo
, sento la fiamma della candela avvicinarsi troppo all’ultima goccia di cera .
Eppure avrei anche potuto farcela , dopo esser sopravvissuto
allo schianto del mio caccia sulle onde pensavo di essere salvo , pensavo che
aver raggiunto questo posto mi avrebbe consentito di sopravvivere in attesa dei
soccorsi , ed invece…ed invece non è stato così , devo dire che non ho avuto
fortuna , decisamente non ho avuto proprio fortuna.. questo posto nascondeva
già in se un altro naufrago .
Chissà …chissà com’è capitato qui quel soldato giapponese ,
chissà per quali scherzi del destino il mio nemico senza nome ha dovuto portare
qui i suoi passi .
Deve essere qui da abbastanza tempo , questo mi pare
certo…per quel che ho visto conosce molto bene com’è fatta l’isola , si è
organizzato abbastanza bene per la sua sopravvivenza così come , del resto , si
è organizzato bene per cercare di portarmi allo scoperto , è indubbio che ha
buone competenze militari e strategiche .
Un’altra cosa certa , che accomuna il mio e il suo destino ,
è il fatto non solo che siamo naufraghi entrambi in un posto ignoto e
abbandonato , ma anche che nessuno di noi due ha un arma , nessuno di noi due è
armato .
Questo è evidente a lui come è evidente a me .. perché se
uno di noi due avesse avuto uno strumento per uccidere ..questa bizzarra sciarada
, questo miserevole scontro di snervanti attese e fughe repentine , non avrebbe
avuto luogo…in un modo o nell’altro uno dei due avrebbe avuto la meglio , e
questo dramma di bassa lega , questa guerra privata , si sarebbe ben presto
conclusa .
Ho un coltello con me ..è vero.. ma in uno scontro corpo a
corpo dubito che riuscirei ad avere la meglio.. sono troppo stanco e debilitato
per farcela… sarebbe come voler scalfire una roccia con un chiodo spuntato..
lui invece è ben riposato e ha con se tutta l’acqua che vuole .
Sì..l’acqua.. la tiene vicina alla spiaggia adesso…in quei
contenitori di fortuna.. ai quali io non posso arrivare in alcun modo se non
andando allo scoperto..se non affrontando il mio nemico .
Le nostre nazioni sono in guerra lungo la pelle di tutto il
mondo , sono in guerra per potere , economia , ideale , supremazia , profitto ,
scelleratezza e quant’altro l’uomo sia capace di brutalizzare del proprio
istinto di vita..mentre io e il mio nemico , io americano e lui giapponese ,
siamo qui…in un mondo che non pare nemmeno far parte della terra che
conosciamo..da soli.. lontano da tutto e da tutti.. lontani da nazioni , ideali
, profitti , economie e scelleratezze..eppure…eppure cose così presenti , così
bizzarramente presenti anche in questa nostra prigionia di solitudine e
lontananza.. così forti anche in questa nostra , muta , primitiva , guerra per la pura sopravvivenza
di un solo individuo tra due.. in questa drammatica , e ridicola , guerra per
una sola , umile , oncia d’acqua .
Adesso riesco perfino a intravederlo meglio..nell’abbacinante
sole del giorno..si è spostato.. allontanato dai falò ormai quasi spenti..si è
spostato verso il margine estremo della spiaggia..forse per cercare di
scorgermi meglio in mezzo a questa foresta di sete e fumo..eccolo lì..in piedi
a scrutare con attenzione..marziale e impettito , dignitoso nello spirito prima
ancora che nei laceri brandelli che restano della sua divisa.. e mi viene da
pensare che , alla fine , io e lui abbiamo
ormai la stessa divisa.. siamo in stracci entrambi e entrambi facciamo parte
dello stesso esercito.. quello dei dispersi e dei disperati..esercito che ha
tutte le bandiere e nessuna .
Mi appoggio col viso alle mie mani ferite e sporche mentre ,
con una certa curiosità , mi metto ad osservare meglio il giapponese..niente in
lui tradisce quel che sente.. a prima vista , per il suo portamento , per il
suo fare , sembrerebbe capace di affrontare l’esercito dell’inferno da solo e a
mani nude..ma il suo viso dice qualcosa che le sue mani , orgogliose , non
possono dire..il suo viso pronuncia una muta parola..e quella parola è paura .
Sì , il mio compagno di sventura , l’altro ospite di questa
isola abbandonata dai venti e dalle piogge , ha paura… ha paura esattamente
come me.. paura dell’altro.. paura dello sconosciuto..paura di essere
ucciso..sopraffatto..di perdere le sue scorte d’acqua.. di morire solo , e
dimenticato , in questa lontananza senza nome .
Se solo il più grande esercito fosse messo assieme dal
confessar paure e non dall’ostentazione del coraggio.. se solo il mondo
lasciasse al sole e al vento il compito di colorare le bandiere.. forse oggi io
e lui non saremmo qui.. a disputarci in una guerra miserabile e umiliante un
po’ di pioggia.. forse oggi , su quest’isola , ci sarebbero soltanto le onde a
riposarsi nelle silenziose insenature .
Ecco..lui si sta muovendo..sì , d’improvviso ha deciso di
fare qualcosa..ma non comprendo bene le sue intenzioni.. non capisco ..per
difendermi invece dovrei cercare di prevenire ogni suo possibile
gesto..prevederlo in qualche modo..e invece tutte le mie energie sono spese nel
contenere questa bruciante , insopportabile , sete che mi urla in gola..
Lentamente , quasi con il passo dignitoso e severo che hanno
le foglie nel primo autunno , inizia a immergersi nell’acqua..tanto che i suoi
pochi vestiti , tenuti insieme alla meglio , si sfilacciano un po’ e si
gonfiano di mare salato..mentre nel suo , apparentemente tranquillo incedere , i flutti , attorno a lui , quasi non osano far
rumore ne sciabordio.
Per un attimo resto come inebetito..perplesso.. quel che sta
facendo è una mossa senza senso..non prevista nello scacchiere di questa muta
battaglia..se ne sta lì..distante un po’ di metri dalla battigia..immerso fino
al petto nell’acqua con la schiena rivolta verso la spiaggia..indifeso..e si
lava viso e braccia con tanta minuziosa dedizione che posso quasi sentir da qui
il tocco del sale.
Non credo che sia impazzito improvvisamente.. non lo credo
affatto.. così come non posso credere che lui pensi veramente di avermi
soffocato nel fumo.. o che improvvisamente si sia convinto che io sia già morto
per sete..no , non è così e non può essere così.. è una trappola .
Le scorte d’acqua dolce infatti sono lì..sulla spiaggia.. in
quegli improvvisati contenitori…in bella vista , anch’esse indifese.. splendide
nella loro umile , ma preziosissima , bellezza…apparentemente avvicinabili..
apparentemente raggiungibili .
Sì , non c’è dubbio è una trappola.. è il formaggio messo
all’ingresso della tana del topo..non è riuscito a stanarmi e vuole che sia io
a farlo per lui.. conta sulla potenza del mio star male , conta sul fatto che
sia proprio il mio insopprimibile bisogno a far leva sulle mie residue
difese..ad esser causa della mia rovina.
Quando mi accorgo di stare già correndo con tutte le mie più
disperate energie verso la spiaggia , verso le scorte d’acqua , spezzando in un
frastuono infernale arbusti e rami contorti , enormi fogliami e fitti cespugli
, è già anche troppo tardi per avere il pensiero che sto dando ragione al mio
nemico , che con la sua mossa ha , forse
, vinto la battaglia .
Mentre son sempre più vicino alla mia meta , mentre nella
mia corsa a perdifiato smarrisco ogni mia più piccola forza e lucidità ..ho
solo il tempo di accorgermi , in un modo progressivamente sempre più oscuro e
sfumato , che solo un istinto di vita merita un esercito a sua difesa , che
solo un istinto di vita può gettare un ponte dove i fiumi sono più terribili e
sconosciuti .
Spero solo , una volta arrivato all’acqua , di poter ancora
vivere del battito di questo intelletto nel mio cuore………
“ Duello nel pacifico “
è uno dei più atipici film di guerra mai girati , tanto che viene ( e a
ragione ) il dubbio se davvero appartenga a questo genere cinematografico e non
, piuttosto , a quello della sopravvivenza dell’uomo sull’uomo , e dell’uomo sulla
natura.
Uscito all’incirca nel 1968 per la regia di John Boorman (
splendide e suggestive , anche negli aspetti più minimali , le sue riprese con particolare attenzione alla natura ) e
con unici interpreti Lee Marvin e Toshiro Mifune , è un film particolare e
dall’incedere lento , spesso malinconico , riflessivo..ma con improvvisi ,
repentini , sprazzi di grottesco e di umorismo.. un film da guardare con calma
e senza attese di spettacolarismi , dove non è possibile non aver voglia di
vedere l’esito della battaglia tra i due , e del confronto dell’uomo con la
terra nel suo aspetto più primitivo .
Questo film è però noto per avere un finale capace di
lasciare molto perplessi , da lasciare sinceramente interdetti davanti alle
ultime immagini..non è mai stato molto chiaro se il finale di questa pellicola fosse addirittura “ posticcio “ , per le più
varie esigenze cinematografiche di realizzazione e distribuzione , e la
conclusione , in realtà , dovesse essere un’altra….si può comunque
dire che , anche con questa conclusione ,
in un certo modo , si può trovare un filo conduttore con quanto visto durante
tutto il film ..e spingere ognuno a farsi la propria idea , o morale .
“ Duello nel pacifico “ ( al quale forse avrebbe giovato un
titolo diverso e meno scontato ) al di là di ogni idea o finale resta un
gioiellino che merita , indubbiamente , la visione.. perché capace di lasciare
nello spettatore una cosa non trascurabile e mai troppo dispensata a piene mani
nella cinematografia mondiale…la riflessione……
Lou Sedgwick 2009
10000 Visite e il significato di LouSedgwick
Postato in Piccole note il giorno 31 agosto 2009
tutte le persone che , in questi anni , hanno avuto il tempo e la voglia di venirmi a trovare , leggere o conoscere.. grazie davvero , e di cuore , a
tutti voi .
In questi ultimi tempi dovrei aggiungere anche la " pazienza " di venire qui a trovarmi.. visto che purtroppo , per un verso o per un altro , non
ho ancora , come vorrei , il tempo di scrivere e di ricambiare visite e parole.. cerco sempre di farlo..ve lo prometto.. ma il quotidiano è spesso
fatto di tempo che manca e di molta fatica.. faccio il possibile , e spero sempre di riuscire a far meglio.. se vedete che son sempre in ritardo o che
apparentemente sembra che io sia scomparso..scusatemi.. è solo assenza alla quale non posso sottrarmi .. è solo il quotidiano che preme
e che reclama il suo tempo , non sempre riposante e non sempre allegro.
La mia volontà e il mio pensiero sono però sempre qui , tra le mie parole e nei vostri pensieri da leggere.. verranno tempi migliori per scrivere e
confrontare vite , pensieri , sogni e idee.. tutto quello che ci rende umani attraverso la parola.
Per stasera sono costretto a " riciclare " una piccola cosa che ho scritto un paio di anni fa.. il significato del mio astruso nickname LouSedgwick,
e del quale , ogni tanto , mi si chiede ancora con curiosità il perché.. da questo " riciclo " capirete bene che non ho avuto alcun modo o tempo di scrivere
niente di nuovo negli ultimi tempi.. l’ultima cosa nuova era quella delle canzoni che trovate più sotto..
Avrei voluto festeggiare questo piccolo traguardo con qualcosa di inedito ma , e mi dispiace tanto , questa
volta non ce l’ho fatta.. spero di tornare presto a scrivere.
Vi ringrazio e vi abbraccio tutti , ringraziandovi anche per la pazienza che dimostrate nel venirmi a trovare o a leggere anche quando non
sono riuscito ad esserci , qui o nei vostri blog , per come davvero avrei voluto e vorrei….. un abbraccio forte e grande a tutti !
Ecco qui cosa avevo già pubblicato un paio di anni fa ( e buon fine estate !! ) :
" Il perché del mio nickname ….e un equivoco ormai storico… "
Tre anni fa , al momento di
creare il mio profilo Messenger ,
mi scelsi un nickname apparentemente astruso, LouSedgwick, alcuni
pensarono che non fosse altro che un
nome di fantasia come tanti altri , senza senso e inventato lì per lì…non era,
e non è, proprio così…LouSedgwick è il nome di un soldato alleato fuggito da un
campo di prigionia nazista nella seconda guerra mondiale ( per alcuni Lou
sarebbe realmente esistito , per altri no )
e che si può vedere interpretato
dall’attore James Coburn nel famoso film anni 60 “ La grande fuga “ ,
film ispirato a fatti realmente accaduti.
In questi tre anni alcune persone mi hanno chiesto perché
invece di LS non mi sia scelto il nome del personaggio di Steve McQueen , visto
che il suo è il ruolo più famoso del film , quello più affascinante e quello
che più rimane impresso , oltre a fare anche più “ figo “.
La risposta è semplice…
non ho scelto Louis “ the manufacturer “ Sedgwick perché
mi suonasse meglio di Virgil “ the cooler king “ Hilts ( Steve McQueen
)… ma solo e soltanto perché Lou è uno
dei pochissimi che riescono davvero a fuggire dal campo di concentramento
nazista , uno dei pochissimi a conquistarsi davvero la libertà … Virgil invece
, nonostante la mitica fuga in moto che si può vedere nel film , non ci riesce
.
Quel che scrissi allora nel mio profilo spiegava il senso di
tutto questo , scrissi del mio bisogno di evadere da un posto grigio e triste ,
e di poter trovare nel mare della vita una barca sulla quale fuggire…proprio
come LouSedgwick…e senza più alcuna possibilità di essere ripreso.
“ L’equivoco ormai storico “ di cui parlo nel titolo è
presto detto ed ha a che fare col senso che io ho dato a LouSedgwick …Lou/Fede
cioè non aveva la necessità di “evadere “ da un luogo fisico …..e neanche aveva
il bisogno , per dirla più “ filosoficamente “ , di scappare da presunte “
prigioni dell’anima “ delle quali Lou/Fede non è mai stato prigioniero ( ho
molti difetti è vero , ma tra i pochissimi pregi che ho c’è il fatto di non
essere una persona che porta in dote con sé degli equivoci…equivoci il cui peso e responsabilità debbano poi
essere scontati da altri … cosa questa che
invece si è tentato di fare a me..non riuscendovi…)…LouSedgwick /
Federico aveva solo la necessità di evadere dall’abbraccio di persone senza
speranza , dal dover vivere con esse o dal doverle perfino incontrare…questo è
il solo senso che ha la mia “ grande fuga “ …quando questo non è stato capito ,
quando non si è capito che io parlavo di persone , e non di posti “ fisici “dove andare o dove
vivere , il danno ormai era stato fatto.
LouSedgwick
100 Canzoni Parte 5 di 5 ( canzoni da 81 a 100 )
Postato in Musica il giorno 31 luglio 2009
81 – Franco Fasano “ E quel giorno non
mi perderai più “
A volte la vita non è nient’altro che un compasso .
Un compasso che , senza far rumore , se non nel sogno o nel
cuore , ha iniziato a tracciare una riga colorata di stagioni e cieli tanti
anni fa , quando il vento aveva ancora il sapore di una primavera luminosa e
bambina .
Un compasso che ha disegnato , con l’inchiostro
dell’orizzonte , un cerchio tanto ampio e vasto da attraversare i giorni e le vite
sì , ma che mai è stato distante dal suo centro , un cerchio che si riunisce
alla curva tracciata come la goccia che diventa mare in un istante .
A tutti coloro che si sentono soli e abbandonati , disperati
o senza alcun motivo per guardare al domani , dico questo e con un sorriso di
speranza : a volte non ricorderete nessuna riga colorata tracciata tanti anni
fa nella vostra vita , e a volte invece
si .. a volte non avrete alcuna coscienza della curva disegnata nel tempo , e a volte invece si .. a volte non saprete
nemmeno immaginare il nome , o l’esistenza stessa , di chi potrebbe tenervi la
mano lungo la riga disegnata , e a volte
invece sì.
Ma che si sappia chi è nato accanto a noi , o che non si sappia affatto , apriamo le
mani…a volte la vita merita la possibilità di disegnarci , o di continuare a
farlo , una riga di meraviglia nelle nostre mani aperte.. proprio come una
coccinella che ha passo di rugiada lungo i fiori del mattino..
82 – Federico Giovacchini & Marco Damiani “ Dai voce
al futuro “
“ E quando il
silenzio dona risposte
Il nostro cercare non trova ,
non trova mai fine . “
Di questa canzone , scritta e composta col mio fraterno
amico Marco in un pomeriggio di anni fa , non troverete traccia da nessuna
parte , non è acquistabile , perché questo brano rappresenta molto più di un
testo e una musica messi assieme per divertimento in un giorno.
Perché è il valore dell’amicizia e della speranza , valori
non mercanteggiabili , e che possono solo essere riposti come un piccolo ,
immenso , tesoro nell’animo e nella vita delle persone .
In quei giorni , anche con questa canzone , tanti semi sono
stati messi a dimora nella terra … una terra allora brulla e dal sapore
secco , e nervoso , come il sopportare a fondo perduto e lo
sconforto.
Per molte cose di oggi della mia vita posso e devo
ringraziare Marco , che ha ascoltato e conosciuto senza mai giudicare , che ha
ascoltato la realtà altrui senza mai fare l’errore dell’impartire insegnamenti
o facili paternalismi anneriti di luoghi comuni e frasi fatte , che ha saltato
a piè pari ( senza il minimo sforzo , con estrema semplicità e naturalezza )
l’angosciante , grottesca , e comica pletora di consigli , rimedi e giudizi pescati
dal mare magnum del banale e che son capaci di strappare sempre e solo un
sorriso e uno scuoter di testa.
Marco ha avuto il merito , non comune , non solo di non aver
mai elargito “umanismi , realismi e praticismi “ da saldi della bancarella
dell’usato del sentire e del riflettere ( miopia questa , spesso comoda , e
spesso senza speranza alcuna di guarigione , tipica di coloro che , perfino con
comico piglio , vogliono insegnarti ciò che tu sai già da tanto tempo e che
loro invece non capiranno mai anche se pretendono di insegnartelo.. coloro che
vogliono insegnarti a mangiare il fieno quando , in realtà , non vogliono , non
sanno o non sapranno mai accorgersi ,
che il loro salotto buono è soltanto una stalla ) , non ha affrontato il difficile col facile
, e nella realtà che ha ascoltato e conosciuto ha dato e trasmesso la cosa più
importante..la fiducia … acqua preziosa .
E di questo , come di tante altre cose , come di quel giorno
passato a scrivere questa canzone , che parlava di amicizia , speranza e futuro
, io te ne sarò sempre grato fratello mio…sempre…
83
- Phil Collins “ In the air tonight “
Di questo grande successo ( e inamovibile classico della
carriera di Collins ) ricordo ancora con affetto il suggestivo video girato in
quei primissimi anni 80 quando , più o meno ogni canzone , pareva spesso
trovare ideale complemento in un cortometraggio , e non il contrario come
invece sarebbe successo in seguito , quando l’aspetto visivo avrebbe fagocitato
quello musicale.
Ma ricordo anche il luogo dove io , se solo in qualche modo avessi potuto
, avrei
ambientato “ In the air tonight “ .
Lo avrei fatto non troppo lontano da dove abitavo io a quei
tempi , sulle sponde di un piccolo lago , di notte , un posto chiuso da boschi
tranquilli e silenziosi , sotto un cielo che ogni volta pareva tuffarsi , ricolmo di stelle , in
quello specchio d’acqua .
Tanto da immaginare di voler pescare quelle stelle con le
mani , per poi colorare con esse la mia stessa ombra .
Vedere quel luogo allora , con occhi da ragazzino , e con in
mente le note di Collins era una cosa che mi suggestionava molto..anche se so
bene che quel posto non ha , in se ,
assolutamente niente di straordinario , unico o raro … ancora oggi non so
pensare ad un luogo diverso per “ in the
air tonight “ .
84
- Michael Mc Donald “ Sweet freedom “
“ Sweet Freedom “ è una normale canzone pop anni 80 , molto piacevole
e molto radiofonica , non certo un gioiello inestimabile , ma comunque con una
sua dignità .
Ne sentii per la prima volta le note seduto assieme a mia nonna in un autobus di provincia , in servizio extraurbano
, col fiato caldo ( e un po’ fetido ) del riscaldamento interno acceso .
Rammento gli squarci di buio dell’autunno inoltrato , fiato
e vapore sui finestrini , le forme di anziani e ragazzi ad attendere alle varie
fermate , la borsa di mia nonna , il suo dolce profumo e i biglietti nella sua
mano , rammento gli schiamazzi e i baci appassionati di fidanzati ad una
poltroncina di distanza , le risate e le scritte col pennarello , i lamenti e i
dolori degli anziani , le piccole storie di paesi addormentati nel lieve
chiarore dei lampioni.
Quando mi capita di imbattermi in questa canzone , magari
alla radio , non posso non pensare alle sere quando tornavamo a casa e , scesi
dall’autobus , andavamo a comprare qualche “cavalluccio” ( i “ cavallucci “
sono biscotti/dolci senese , ma diffusi un po’ in tutta la Toscana , se ne trova
descrizione anche in Wikipedia ) , ma anche al fatto che , allora , quante cose eravamo ancora in tempo
per fare con mia nonna … se solo fosse stata meno assolutista e testarda… sì , tornerei
con lei anche oggi su quel pullman..magari con “ Sweet freedom “ che riappare
alla radio….
85
- Tears for Fears “ Change “
Un duo che non mi ha mai particolarmente colpito o
affascinato , ma dal quale non si può assolutamente prescindere in una ideale
iconografia degli anni 80 e 90 , duo che è comunque stato capace di un pop di
valore e non solo da classifica .
“ Change “ è , nella mia memoria , la canzone simbolo , o quasi , del giugno 1983 .. quando mi divertivo
nelle sere , dopo cena , a inventarmi tornei con un sacco di palloni
nel mio giardino.. i più di essi erano bucati e sgonfi ..ma non importava che
fossero sgonfi .. perché il sorriso bastava e avanzava per giocarci e farli
rotolare fino al cielo…cambierei all’istante pc e playstation per tornare a
quei momenti … per riavere proprio quei palloni sgonfi.. proprio quelli…per
giocarci di nuovo in terra o sui macchinari spenti del vecchio frantoio…
86
- Hall&Oates “ Maneater “
Mentre mi accorgevo , non senza una marcata inquietudine
infantile , che ormai stavo crescendo e che , di lì a non molto , il bambino
avrebbe lasciato posto al ragazzo , nel mio glorioso Aiwa una sera di fine
inverno comparvero d’improvviso le note di “ Maneater “.. al di là del
testo , e di qualsiasi messaggio
suggerito , fu una delle mie canzoni pop
preferite dell’epoca in assoluto… uno
dei , rari , momenti in cui le esigenze di “ far classifica “ e comporre una buona canzone riescono a
trovare la giusta alchimia.
Ho ancora dentro di me quella , sottile , e dolcemente
ingenua sensazione , di quando me ne andavo a mangiare convinto di aver appena
ascoltato una musica adulta…
87
- Police “ Don’t stand so close to me “
Di questa ottima canzone dei Police ne esistono almeno due
versioni : la prima , quella originale ,
nell’album “ Zenyatta Mondatta “ del 1980 ( ed è , per me , in assoluto uno
dei migliori “ brani intro “ , o “ prima traccia “ che dir si voglia , mai
usciti su un qualsiasi album pop/rock ) , la seconda versione invece (
rinnovata e profondamente mutata ) si trova nel Greatest Hits dei Police del
1986 , ed è questa la versione a cui mi riferisco qui , quella che più ha un
significato nella mia memoria .
Se il brano originale ( e relativo video ) ammiccava
maggiormente , e con meno dispiego di elettronica , a quanto scritto nel testo
, il brano invece del 1986 ( con video più vicino ai gusti di metà anni 80 )
trasmette invece , neanche troppo
velatamente , una sensazione di malinconia , di sottile tristezza.
La stessa che provo , seppur lieve e ammorbidita dagli anni
trascorsi , quando questo brano mi riporta al pensiero della mia vecchia scuola
superiore in quel 1986 … a quell’ultimo giorno di pioggia dove , senza che
nessuno della classe avesse mai potuto sospettare niente , me ne andai per sempre
.
Del resto , a scuola come nella vita , non ho mai avuto il
dubbio talento del pagliaccio , la sordida e viscida purulenza del ruffiano ,
l’automatica accondiscendenza per titoli o gerarchie altrui , o la ben
miserevole, e miserabile , missione di far
parte di un gruppo anche a prezzo del valore della mia parola , dei miei gesti
, o dei miei pensieri ..e se la conseguenza di tutto questo deve essere che il
mondo ti mette alla porta , io metto tranquillamente alla porta il mondo .
Ci sarà sempre , per comodità o per proprio limite , chi
riterrà che uno status , un titolo , un fregio sia ciò che fa la persona e che
sia questa l’unica e sola possibilità di portarne il valore nel mondo.. che sia
l’unico metro di giudizio per se stessi e per gli altri…senza accorgersi che è
un po’ come esser nati fiori e poi bearsi , invece , di essere diventati
barattoli ( con l’etichetta sì , ma desolatamente vuoti ) in un mondo di barattoli.
Un fiore declina e sfiorisce certo ma , almeno , non
arrugginirà mai .
Di quell’ultimo giorno in quella scuola ricordo ancora il
sincero stupore di qualcuno.. ed è buffo , ridicolmente paradossale , il fatto che certi
gesti e certe parole ci siano soltanto ( o tornino ad esserci soltanto ) quando
hai già il piede oltre la soglia… che certi gesti e certe parole ti vengano
appoggiate addosso per trattenerti , in qualche modo , come corde quando hai
già aperto l’ombrello..e te ne stai andando sotto l’acqua di un temporale
d’inizio estate .
Forse per certe persone diventi visibile solo quando la tua
sagoma sparisce nella pioggia , chissà.
88
– Ufo sigla telefilm
Ufo è stato un mitico telefilm di fantascienza dei primi anni 70 , imprescindibile per tutti
coloro che sono stati bambini o ragazzi in quegli anni.
Come ogni prodotto di intrattenimento che giunge al successo
ha ispirato all’epoca molto marketing ( anche fumetti ) , ma è anche stato capace di stupire quel
pubblico con invenzioni originali , con storie quasi mai banali e con effetti
speciali che , ovviamente , seppur oggi letteralmente surclassati , fanno
ancora la loro dignitosa figura .
La sigla e la musica che l’accompagnava erano
indimenticabili , con un mirabile gusto del ritmo musica/immagine , in anticipo
perfino su molti videoclip che sarebbero comparsi solo anni più tardi.
Ricordo quando , molto piccolo , con un gessetto cercavo di
ricreare sulla lavagnetta del minuscolo banchetto in camera mia il suono dei
perfidi rotori alieni , e proprio questo è ,
in assoluto , uno dei miei
ricordi più antichi e affettuosi .
89 – Rockets “ Under the Sun “
Quel che sappiamo dei Rockets ( una delle più celebri e fragorose meteore
del pop anni 70/80 ) se si eccettua il loro “ look “ passato letteralmente alla
storia della musica , e parodiato da
Elio e le Storie Tese in un festival di anni fa , non è poi molto .
Infatti non saprei adesso dire , quantificare , il loro
valore musicale ..se poco o tanto.. ad intuito mi son sempre sembrati come la
versione più commerciale di un ibrido … un ibrido più o meno ideale e più o
meno riuscito tra il cosiddetto “ kraut rock “ e l’elettronica “ robotica “ dei
Kraftwerk …poi posso anche sbagliarmi.
Comunque sia la loro presenza in queste mie 100 canzoni più
importanti ( e importanti non vuol dire le più belle in assoluto per me , ma
solo quelle che per un verso o per un altro hanno un posto particolare nella
mia memoria ) è perché ricordo questo brano far parte come sigla di chiusura di
un festival , credo quello del 1984 .
Rammento che questo brano ( accattivante e gradevole ) era
in tv una sera , mentre io e la mia famiglia eravamo appena tornati a casa da
una bella gita nel golfo di Baratti , uno splendido giorno di inverno tra mare
e castelli medievali .
E quella fu anche l’ultima gita che la mia famiglia fece … a
quella giornata , per un verso o per un altro ,
non ne seguirono altre .. mai più .
Mi rivedo ancora a scartare , in salotto , davanti alla tv ,
una cioccolata bianca…quasi ne posso sentire ancora sotto le dita il frusciare
della pellicola argentata .
90 – Captain Sensible “ Wot! “
Wot ! del bassista ex Damned è stata la canzone “ tormentone
“ della primavera 1983 .
Una di quelle canzoni che facevano la fortuna dei 45 giri e
che , per la loro piacevolezza pop/dance , erano nate per essere passate in
continuazione dalle radio.
Una canzone , nell’ambito suo genere , praticamente perfetta
e perfettamente costruita per avere successo.
La mia memoria mi
porta qui alla fine della terza media , alle ultime feste fatte alle scuole
medie , dove , in mezzo a panini ,
bibite e tanta confusione , delle
ragazzine si esibivano a ballare da sole sul ritmo di Captain Sensible.. mentre
io ero assai più interessato a cercare , in qualche modo , e magari anche in
maniera goffa e ingenua , di incrociare occhi che non avrei mai dimenticato..
91
– Jeeg
Robot d’acciaio
Uno dei miti assoluti dei cartoni animati giapponesi , un
classico irrinunciabile della prima , storica , ondata delle produzioni giapponesi .
A ragionare con freddezza oggi possiamo dire che era un
anime che aveva sì alla sua base , un buono
studio della storia giapponese ( seppur ovviamente rielaborata e presa a
scenario/pretesto per un prodotto di intrattenimento ) , ma che ad oggi , per
disegni e situazioni , appare forse fin troppo datato..a ragionare con
freddezza oggi sappiamo anche che , probabilmente , Jeeg nacque per marketing puro e semplice … e
cioè per veicolare robot e giocattoli con l’innovazione degli agganci
magnetici.
Eppure…tutto questo sarà anche vero…però… il fascino di
questo cartone ( come di tanti altri ) non può che solleticare la memoria
bambina…e riportare in superficie l’ansia per quei “ componenti “ che
sembravano non arrivare mai a Jeeg…il giorno passato a martirizzare mio padre
perché la tv non voleva saperne di sintonizzarsi .. o l’ombrello , bianco e rosso , che presi a mia mamma per
andare a vedere da solo il film di Jeeg al cinema.. e l’uscir poi fuori , al
termine della proiezione , mentre pioveva , ma tutto contento perché ero stato
da solo al cinema e anche perché , ovviamente , l’eroe robot aveva vinto..
E poi.. come si può dimenticare questa sigla , questa
canzone.. celeberrima e indispensabile nella collezione musicale dei bambini di
allora…ed ancora oggi oggetto di discussioni e leggende metropolitane .. ancora
oggi suonata e ripresa in diverse cover.. a volte per ridere , e a volte con vero affetto , quello che
indubbiamente merita ..
92 – Ivan Graziani “ Limiti ( affari
d’amore ) “
Ivan Graziani è stato , e non credo di essere in errore ,
uno degli autori meno seguiti e più sottovalutati dell’intera scena musicale
italiana , in perenne attesa di essere scoperto davvero quando era in vita o
ri-scoperto oggi .
Questo è successo forse per incapacità , di pubblico e critica , di riconoscergli un
posto accanto ai cantautori classici…forse per non aver voluto mai scendere a
facili compromessi con la capacità da cassa di risonanza della tv.. forse per
aver voluto vivere la musica come mezzo principalmente per esprimersi , e il
resto viverlo solo come conseguenza a questo ..chissà..resta il fatto che ha raccolto
molto meno di quanto meritava.
Se un disco come , ad esempio , “ Ivan Garage “ del 1990 fosse uscito col nome stampigliato in
copertina di qualcun altro della scena musica italiana , recente o meno che sia
, sarebbe stato subito accolto come un capolavoro , cosa che invece a Graziani
nessuno si è mai sognato di riconoscere.
“ Limiti ” mi rammenta in maniera forte l’imbarazzo per
ritrovarmi all’improvviso in un posto che non era mio , e che non avrei mai
potuto , ne voluto , sentire mio .. per ritrovarmi
all’improvviso solo , e lontano , da ogni strada che portasse all’amore .. come
se ogni strada non fosse altro che una curva senza orizzonte..
93 – Limahl “ Too shy “
Ci sono canzoni che non è possibile scindere dal tempo in
cui sono uscite , impossibile ( almeno per me ) immaginarmi una pop song 100%
anni 80 come questa nel 1997 o nel 2005 , il legame di queste note è
assolutamente indissolubile da quegli anni .
Un brano che a sentirlo oggi , appare sì decisamente
gradevole e ben fatto , ma che per le sue caratteristiche suona inevitabilmente
un po’ datato , qualcosa che è rimasto troppo figlio del suo tempo .
Il frammento di memoria che mi riporta alla mente “ Too shy
“ è una lunga camminata che facemmo io e mia mamma , una mattina , ad estate 1983
, dopo essere stati da un medico ..ricordo che avevo appena preso all’edicola
un romanzo della serie Urania ( mi pare“ Dark Crystal “ ) e che lo
sfogliavo..mentre passeggiavamo tranquilli davanti all’assolato e silenzioso
teatro romano di Volterra , mentre la polvere del vecchio campo di calcio
ancora non sapeva che avrebbe fatto posto al cemento di un parcheggio
Era una bella giornata di sole , normalissima , senza nulla
di straordinario , ma che non scorderò mai , perché era profumata dal dolce
silenzio di una estate nata da poco , profumata della bellezza del cuore di mia
mamma .
94 – Great Mazinger sigla
Che dire di Great Mazinger che non sia da sempre , e per
sempre , nell’affetto di tutti coloro che sono stati bambini in quei tempi.. un
cartone che pure nella sua brevità , nel suo classico ( ma quasi mai banale )
scontro bene/male , ha fatto riflettere , commuovere e sognare ..qualcosa che ha
permeato di se l’immaginario di almeno un paio di generazioni.
Viene quasi da dire che ( e so bene di dire una esagerazione
, ma provatevi a spiegarlo razionalmente ai ragazzini di allora..) senza questo
anime giapponese non ci sarebbero stati gli anni 70.
Rammento con affetto che ero molto più pronto a fare in
tempo , il pomeriggio , ad aspettare l’inizio del cartone , che la mattina ad
arrivare in tempo a scuola.. e questo non so proprio rimproverarmelo , anzi ,
ne sono proprio felice.. perché non c’è scuola che tenga…perché niente ,
assolutamente niente , potrà mai ripagarmi di quei momenti di attesa ..mentre
alla tv partiva la pubblicità dell’Ovomaltina e subito dopo la bella ,
suggestiva , sigla del Grande Mazinga.. perché ricordo ancora il sole che
entrava dalla finestra della cucina..lo sento ancora sulla pelle.. perché ,
soprattutto , niente potrà mai ripagarmi di quei momenti passati alla tv con la
compagnia di mia mamma.. e niente lo potrà mai..
95
– Pink Floyd “ The gunner’s dream “
Questa canzone , per me indimenticabile come il suo
splendido assolo di sax , fa parte di uno degli album meno considerati in
assoluto della discografia dei Pink Floyd , il meno amato di sempre ( a quanto
pare ) da David Gilmour , e cioè “ The final cut “ .
Giudicato come un album realizzato con gli scarti che non
trovarono posto sul leggendario “ The Wall “ , e come una prova di forza del
leader Roger Waters nei confronti del resto del gruppo , difficilmente trova
posto nell’ideale discografia da portare con se su una isola deserta anche per
un amante dei Floyd .
La mia opinione è del tutto divergente , anche se sono pronto
ad ammettere che nel mio , personale , giudizio su questo album pesano
ciclopici motivi d’affetto.
Sarà che “ The final cut “ è stato , assieme a “ Thriller “ di Michael Jackson ,
il primo album che abbia mai comprato in vita mia.. sarà che ne acquistai la
cassetta ad una bancarella del mercato assieme a mia nonna… in una fresca e
piovigginosa mattina di primavera del 1983 che , a volte , nei miei sogni
, torno a visitare spesso…sarà che
quando mi misi ad ascoltarlo l’emozione che mi colpì fu grandissima , tanto che
mi pareva di ascoltare qualcosa che non faceva parte di questo mondo…non lo so
, non so dirlo o spiegarlo.. so soltanto che questo album e la splendida “ The
gunner’s dream “ , con i suoi versi e la sua musica , abiteranno per sempre il
mio cuore..
96 – Michael Jackson “ Billie Jean “
Al di là di ogni polemica o giudizio sull’artista e/o sulla
persona , farei un delitto a me stesso se negassi che devo , al Michael Jackson
dell’album “ Thriller “, una sensazione
che , poche volte , ho avuto la possibilità di sentire nella musica leggera ..
la sensazione di essere felice mentre ascolti delle canzoni.. magari questo è
stato per via del mio essere troppo giovane all’epoca.. per una sorta di
ingenuità fanciullesca.. eppure così è stato davvero .
La sensazione di essere felice mentre ascoltavo “ Human nature “ sotto il grande albero del
giardino di casa mia , tra il sole che occhieggiava in mezzo alle fronde e il lieve
profumo dei fiori , farà sempre parte della mia pelle…e proprio questa
sensazione.. è il vestito che ogni tanto piace alla mia anima di indossare
ancora oggi .. quando il buio si avvicina troppo.
“ Billie Jean “ è una di quelle canzoni che , all’epoca (
assieme al relativo , indimenticabile , video ) non mi sarei mai stancato di
sentire… ogni volta , ad ogni ascolto ,
pareva nuova .. proprio come , forse , l’ingenua , ma dolce e irrinunciabile , capacità di
ogni adolescente di essere sempre se stesso e sempre nuovo .
97 – Battiato “ Il re del mondo “
Questo è uno dei brani , forse , meno noti in assoluto di
Franco Battiato ma , almeno per me , per il mio sentire , è una delle canzoni più belle che il
cantautore siciliano abbia mai fatto.
Criptica , con un senso sottile del mito ( l’Agarthi ) e
della storia , malinconica…semplicemente splendida sia nella versione del 1979
che in quella , forse più elettronica , contenuta in “ Mondi Lontanissimi “ del
1985 .
Il ricordo qui è legato a pomeriggi d’estate passati in
penombra , lontani dal clamore più bruciante del sole.. ma è legato anche ad
altri eventi , ad altri tempi ( assai meno lieti ) quando , anni dopo lo
sfiorire di quelle estati , mi ritrovai invece in autunni dal vento freddo e
solitario .. dove era necessario spaccare a mani nude il cuore di sasso del mondo per trovare un
po’ di calore..
98
- Lucio Dalla “ Washington
“
“ Washington “ a mio parere non è una delle più belle
canzoni di Lucio Dalla perché , pur con un ironico e intelligente non sense , pur
molto gradevole da ascoltare e in linea col pop italiano ( e non solo ) di metà
anni 80 , non può reggere il confronto con altri , autentici , capolavori ( per
esempio potrei citare “Com’è profondo il mare “ ) .
Ma questa è comunque una canzone per me veramente
particolare e storica , una canzone che ogni volta non può che suscitarmi un
brivido.. la sentii ad una radio , rimasto solo in un silenzioso dopocena , nella “dependance “ di una grande villa sul
mare nel giugno 1986… ancora posso sentire l’inquietudine che avvertivo in me
in quei momenti… in quella attesa di qualcosa che avrebbe cambiato ancora una
volta la mia vita e ancora una volta in pochi giorni.. posso ancora avvertire
il buio del parco che stringeva da vicino ogni nota.. ancora sentire il rumore
dei passi dei miei genitori sulla ghiaia del sentiero.. mentre Dalla cantava di occhi a mandorla e di voli
lontani..
99 – Sting “ Moon over Bourbon
Street “
Tra i libri che conservo tuttora dei primi anni della scuola
superiore , in mezzo a quella pagine un po’ sdrucite e scarabocchiate , fa
sempre bella mostra di se la fotocopia di alcuni testi dell’ex Police e , tra
di loro , anche di questa bella , e
particolare , canzone .
Quella fotocopia era il tentativo , da parte di un
professore d’inglese , di avvicinare una classe allo studio .. forse non colse
esattamente nel segno come avrebbe voluto nelle sue intenzioni originarie , ma
è certo che , almeno , riuscì a far scoprire a più di uno studente delle
canzoni molto belle.
“ Moon over.. “ è canzone forse un po’ prolissa e verbosa ,
anche un po’ teatrale se vogliamo , ma la sua bellezza e il suo fascino erano ,
e restano , indiscutibili .
Qui la memoria corre ad adolescenziali pomeriggi passati a
fantasticare di vampiri o licantropi innamorati , sull’ululato che si coglie
alla fine del brano , ma anche alla serena attesa della primavera , di quella
primavera che avrebbe di nuovo colorato d’azzurro e di morbido vento le antiche
mura della mia città .
100 – Anderson , Bruford , Wakeman & Howe ( Yes ) “
Brother of mine “
Mentre la musica inizia a prendere strade sempre più
ramificate , e il grunge si appresta di lì a poco a seppellire ( o , comunque ,
a ridimensionare notevolmente almeno a livello di massa e di impatto sui
mass media ) il pop/ metal e il pop da classifica per come era conosciuto negli
anni 80 , alcuni componenti storici di una della band mito del progressive più
classico , gli Yes , pubblicano un nel 1989 un disco..” A.B.W & H “.
Disco davvero pregevole e di una coerenza , con la loro precedente
storia musicale , che seppur non perfetta fa comunque sembrare il loro album un
prodotto , suonato e scritto , in un’altra epoca.
Per annosi litigi , e questioni di diritti , con alcuni
componenti rimasti al di fuori di questo progetto , non poterono usare il loro
nome storico , ma soltanto firmarsi con i rispettivi cognomi .
“ Brother of mine “ è un po’ la canzone simbolo di questo
album.. lunga ( chi non ama il progressive classico la definirebbe “ ampollosa
“ ) ma con momenti davvero emozionanti e suggestivi , per un sentito , spesso
vibrante , connubio tra musica e parole , un testo che ritengo bellissimo ,
assolutamente da leggere.
Il mio ricordo legato a questa canzone è quello di una
vacanza in montagna , una vacanza non
del tutto riuscita e non del tutto felice , un po’ grigia in verità .
Ma che resta , e resterà per sempre , in me per essere stata
l’ultima volta nella quale ho potuto vivere , condividere , spazi e tempi con persone che non ci sono
più da tanto tempo..e ascoltare “ Brother of mine “ , con la sua musica , e le sue parole ..
riesce sempre , in un modo che non mi è facile spiegare , a rendere ogni cosa
sempre viva e presente nel mio animo.
Perché questo è l’inafferrabile , inarrivabile , segreto
della musica… e non importa se musica bella o brutta… importa solo che abbia
messo un battito in più nel tuo cuore ..
LouSedgwick 2009
La terra trema..di nuovo..e ancora più forte..
Postato in Piccole note il giorno 9 giugno 2009
Ed è stato più prolungato , intenso e violento di quello di un mese fa .
Stavolta è successo poco prima dell’ora di pranzo….un boato e una scossa durata secondi interminabili , dove la gente urlava e scappava di casa .
Per la prima volta in vita mia mi son trovato a dover portare , di forza , mia madre sotto una porta durante quei secondi infiniti…si era come congelata , urlando , al centro della stanza..incapace di muoversi ..ho dovuto prenderla di peso .
E non so pensare cosa sarebbe successo ( intendo da un punto di vista emotivo ) a mia mamma , già molto provata , se io non mi fossi trovato per puro caso in casa , appena rientrato in quel momento per prendere una cosa e tornare al lavoro .
Scrivo dopo ore passate fuori , di nuovo in mezzo alla folla , di nuovo con le forze dell’ordine , protezione civile ecc.. non è successo nulla di grave , ancora una volta per fortuna , anche se ci sono voci di malori e di qualche crepa nelle case , ma non è successo nulla oltre questo .
Ormai è più di un mese che andiamo avanti con scosse più o meno quotidiane , e questa scossa di stamattina ha definitivamente fiaccato il morale di molti , per quei pochi secondi è stata terrificante , mai sentita una cosa del genere .
Adesso che dire…si sta facendo buio e le persone di qui temono di ritrovarsi con un altra scossa del genere di notte…speriamo non accada.. ho di nuovo il mio zaino vicino , di nuovo riempito di tutte le cose più care e più utili.. speriamo sia finita qui , speriamo la terra possa acquietarsi .
Ringrazio le persone che mi son venute a trovare su questo blog per la prima volta… e mi hanno parlato della loro esperienza del terremoto , quanto prima cercherò di passare sul loro blog…saluto e mi scuso , come ormai purtroppo mi accade da molto tempo , con tutti gli amici e le amiche che mi conoscono da tempo..per un verso o per un altro non riesco a raggiungere i vostri blog…quando è un problema tecnico…quando un problema di lavoro e di tempo…e quando è un problema invece come quello di oggi .. faccio il possibile per esserci , per scrivere , per rispondere , ma in questo momento anche la terra congiura contro .
Lascio il link all’evento di oggi e vi saluto con tanto affetto e , non preoccupatevi , come diceva un giovane Piero Pelù… " resisto e insisto anche nei guai " ..un abbraccio forte!
Fede
http://www.portaleabruzzo.com/navigazione/limitrofi_T3.asp?id=2207423970
Terremoto
Postato in Piccole note il giorno 13 maggio 2009
Questo mio breve post è per rassicurare tutte le persone amiche che sto bene e che non è , per fortuna , successo assolutamente nulla .
In vita mia non è certo la prima volta che sperimento l’esperienza del terremoto , ma è la prima volta però che , data l’intensità e lo spavento iniziale ( e magari mettiamoci pure un pò di psicosi post Abruzzo e un , ragionevole , senso di prudenza ) , mi ritrovo a dover correre fuori di casa e passare ore , di notte , in una piazza con decine di persone spaventate , mezzi di soccorso , protezione civile e forze dell’ordine.
Sono le quattro e dieci di notte…e io sono appena rientrato in casa mia mentre alcune persone hanno invece preferito restarsene in auto o ( credo ) recarsi alle scuole , aperte , e messe a disposizione dall’amministrazione comunale , come dormitori improvvisati per coloro che non se la sentivano di tornarsene a dormire a casa propria .
Non sono esattamente un tipo scaramantico o eccessivamente impressionabile , ma a scanso di equivoci , ho comunque riempito il mio zaino ( che terrò per qualche giorno rigorosamente vicino al mio letto…pronto , si spera di no ovviamente , ad essere afferrato… ) con un pò di cose mie…e mi sono accorto di una cosa buffa …mentre lo facevo mettevo dentro non tanto le cose più utili e necessarie , quanto le cose alle quali tengo di più…sarà un mio difetto , non lo so , ma anche gli oggetti hanno per me un valore…ci sono oggetti dai quali non potrei separarmi.. anche una penna con il segno zodiacale per me ha lo stesso valore di un gioiello .
In questi momenti però non so evitarmi una piccola riflessione.. in tutti questi anni di chat e di blog ho dato solidarietà a persone , in modo assolutamente amichevole e sincero , anche per cose che non avevano un valore superiore a un raffreddore… mi chiedo se oggi queste persone avrebbero fatto ( o faranno ) la stessa cosa con me… ho il timore che , pur avendo in tutta amicizia , dato la mia solidarietà ( e spesso il mio tempo tolto al lavoro e al sonno ) per beghe da pollaio vecchie come il mondo , psicosi usa e getta e drammi da operetta ( poi presto , e automaticamente , risolti con l’arrivo del nuovo o della nuova " qualcosa " di turno ) dubito fortemente che ne avrei ricevuta altrettanta da queste persone in caso di eventi peggiori di stasera … così come dubito di ricevere un " tutto bene? " per eventi tutto sommato " ordinari " come è poi , per fortuna , successo .
Ovviamente…perché non ci siano equivoci … mi riferisco a poche persone .. dei quali ancora ricordo nomi e cognomi , frasi e proclami … le persone che mi sono tutt’ora amiche non devono in alcun modo sentirsi toccate da queste mie parole , perché queste parole non sono certo riferite a loro.. rifletto soltanto , con una certa amarezza, come in alcuni impianti cranici la memoria abbia dei buchi notevoli .
A questo proposito colgo l’occasione per far sapere sia a spiritosi vari , sia a persone che hanno fatto , recentemente , nei miei confronti figuracce di una pacchianeria tanto miserevole quanto ridicola ( tanto che tu ti domandi " ma l’avranno capito di aver fatto una figuraccia oppure no? " e poi ti rispondi subito dopo " macchè…" ) il pensiero che ho dedicato loro sul mio Messenger " Sei utile al mio farmi ridere…hai il cervello talmente vuoto che potresti affittarlo come monolocale non arredato ".. e con questo chiudo il capitolo in questione su queste , per fortuna , poche persone.
A tutte le persone invece che mi hanno scritto in questo tempo…a tutte le persone che sono , vere , amiche da tempo …chiedo sinceramente scusa …scusa per la mia assenza quasi cronica da blog e chat .. da questo spazio e dai loro…dico solo che non mi è facile fronteggiare il mio dentro ( casa ) e il mio fuori ( lavoro )…con tutti gli annessi e connessi delle due cose…come sempre faccio il possibile…ci sono , non sparisco ne sono sparito ( Marco , fratello mio , tranquillo va tutto bene ) … vorrei solo aver più calma e tempo.. non è facile fare le cose quando ti trovi poi ad addormentarti all’improvviso sulla tastiera..o mentre mangi
Verranno momenti più calmi e con più tempo.. chiedo scusa , con sincerità ed affetto , a tutte le persone amiche…un abbraccio forte a tutti voi !
Vado a letto adesso…e spero di farmi un bel sonno.. anche se con lo zaino vicino.
Tranquilli… anche se può non sembrare in questo periodo…. sono e sarò sempre qui .
Ciao!
Fede


