Effetto Notte 08 “ Duello nel pacifico “

Sono sicuro che è laggiù .

Sì , laggiù , oltre tutta questa folta vegetazione , da
qualche parte vicino alla spiaggia .

E mi attende , stando ben attento anche al mare dietro le
sue spalle , ne sono sicuro .

Mi attende come la sentinella , ferma e silenziosa , che
scruta il fioco orizzonte da dietro il suo mirino di precisione , mi attende
come la profonda pozza dove scompare ogni foglia che il fiume trascina .

Non so bene che fare o che pensare , sia io che lui siamo in
una situazione di stallo , proprio come il mio aereo che si è inabissato a poca
distanza da questa maledetta isola , niente di più che un enorme scoglio
completamente ricoperto di una intricatissima vegetazione tropicale e , cosa
infinitamente più grave in questo momento , del tutto priva di acqua potabile .

Sì , la cosa in questo momento è anche più grave della
presenza del mio avversario , dell’altro sventurato ospite di questo posto
dimenticato da ogni mappa , perché da troppo tempo non bevo , il caldo e
l’umidità sono insopportabili ,  non
accenna minimamente a piovere , e io sto letteralmente morendo di sete .

Non potrò resistere ancora per molto , le mie forze vengono
meno , assieme alla mia lucidità .

E lui , laggiù , sa tutto questo..lo sa benissimo .

Ha tentato di stanarmi col fumo , soffocando ad arte il
fuoco di sterpaglie , rendendo così irrespirabile l’aria , trasformando il
paesaggio inestricabile dell’isola in un asfissiante muro verde e grigio dal
sapore di cenere , una nebbia che è calata su questi luoghi sconosciuti come un
mortale , inarrestabile ,  sudario .

Non so ancora come ho fatto a resistere , non so ancora dove
tenessi dentro di me le energie per resistere , ma ormai son quasi allo stremo
, sento la fiamma della candela avvicinarsi troppo all’ultima goccia di cera .

Eppure avrei anche potuto farcela , dopo esser sopravvissuto
allo schianto del mio caccia sulle onde pensavo di essere salvo , pensavo che
aver raggiunto questo posto mi avrebbe consentito di sopravvivere in attesa dei
soccorsi , ed invece…ed invece non è stato così , devo dire che non ho avuto
fortuna , decisamente non ho avuto proprio fortuna.. questo posto nascondeva
già in se un altro naufrago .

Chissà …chissà com’è capitato qui quel soldato giapponese ,
chissà per quali scherzi del destino il mio nemico senza nome ha dovuto portare
qui i suoi passi .

Deve essere qui da abbastanza tempo , questo mi pare
certo…per quel che ho visto conosce molto bene com’è fatta l’isola , si è
organizzato abbastanza bene per la sua sopravvivenza così come , del resto , si
è organizzato bene per cercare di portarmi allo scoperto , è indubbio che ha
buone competenze militari e strategiche .

Un’altra cosa certa , che accomuna il mio e il suo destino ,
è il fatto non solo che siamo naufraghi entrambi in un posto ignoto e
abbandonato , ma anche che nessuno di noi due ha un arma , nessuno di noi due è
armato .

Questo è evidente a lui come è evidente a me .. perché se
uno di noi due avesse avuto uno strumento per uccidere ..questa bizzarra sciarada
, questo miserevole scontro di snervanti attese e fughe repentine , non avrebbe
avuto luogo…in un modo o nell’altro uno dei due avrebbe avuto la meglio , e
questo dramma di bassa lega , questa guerra privata , si sarebbe ben presto
conclusa .

Ho un coltello con me ..è vero.. ma in uno scontro corpo a
corpo dubito che riuscirei ad avere la meglio.. sono troppo stanco e debilitato
per farcela… sarebbe come voler scalfire una roccia con un chiodo spuntato..
lui invece è ben riposato e ha con se tutta l’acqua che vuole .

Sì..l’acqua.. la tiene vicina alla spiaggia adesso…in quei
contenitori di fortuna.. ai quali io non posso arrivare in alcun modo se non
andando allo scoperto..se non affrontando il mio nemico .

Le nostre nazioni sono in guerra lungo la pelle di tutto il
mondo , sono in guerra per potere , economia , ideale , supremazia , profitto ,
scelleratezza e quant’altro l’uomo sia capace di brutalizzare del proprio
istinto di vita..mentre io e il mio nemico , io americano e lui giapponese ,
siamo qui…in un mondo che non pare nemmeno far parte della terra che
conosciamo..da soli.. lontano da tutto e da tutti.. lontani da nazioni , ideali
, profitti , economie e scelleratezze..eppure…eppure cose così presenti , così
bizzarramente presenti anche in questa nostra prigionia di solitudine e
lontananza.. così forti anche in questa nostra , muta ,  primitiva , guerra per la pura sopravvivenza
di un solo individuo tra due.. in questa drammatica , e ridicola , guerra per
una sola , umile , oncia d’acqua .

Adesso riesco perfino a intravederlo meglio..nell’abbacinante
sole del giorno..si è spostato.. allontanato dai falò ormai quasi spenti..si è
spostato verso il margine estremo della spiaggia..forse per cercare di
scorgermi meglio in mezzo a questa foresta di sete e fumo..eccolo lì..in piedi
a scrutare con attenzione..marziale e impettito , dignitoso nello spirito prima
ancora che nei laceri brandelli che restano della sua divisa.. e mi viene da
pensare che  , alla fine , io e lui abbiamo
ormai la stessa divisa.. siamo in stracci entrambi e entrambi facciamo parte
dello stesso esercito.. quello dei dispersi e dei disperati..esercito che ha
tutte le bandiere e nessuna .

Mi appoggio col viso alle mie mani ferite e sporche mentre ,
con una certa curiosità , mi metto ad osservare meglio il giapponese..niente in
lui tradisce quel che sente.. a prima vista , per il suo portamento , per il
suo fare , sembrerebbe capace di affrontare l’esercito dell’inferno da solo e a
mani nude..ma il suo viso dice qualcosa che le sue mani , orgogliose , non
possono dire..il suo viso pronuncia una muta parola..e quella parola è paura .

Sì , il mio compagno di sventura , l’altro ospite di questa
isola abbandonata dai venti e dalle piogge , ha paura… ha paura esattamente
come me.. paura dell’altro.. paura dello sconosciuto..paura di essere
ucciso..sopraffatto..di perdere le sue scorte d’acqua.. di morire solo , e
dimenticato , in questa lontananza senza nome .

Se solo il più grande esercito fosse messo assieme dal
confessar paure e non dall’ostentazione del coraggio.. se solo il mondo
lasciasse al sole e al vento il compito di colorare le bandiere.. forse oggi io
e lui non saremmo qui.. a disputarci in una guerra miserabile e umiliante un
po’ di pioggia.. forse oggi , su quest’isola , ci sarebbero soltanto le onde a
riposarsi nelle silenziose insenature .

Ecco..lui si sta muovendo..sì , d’improvviso ha deciso di
fare qualcosa..ma non comprendo bene le sue intenzioni.. non capisco ..per
difendermi invece dovrei cercare di prevenire ogni suo possibile
gesto..prevederlo in qualche modo..e invece tutte le mie energie sono spese nel
contenere questa bruciante , insopportabile , sete che mi urla in gola..

Lentamente , quasi con il passo dignitoso e severo che hanno
le foglie nel primo autunno , inizia a immergersi nell’acqua..tanto che i suoi
pochi vestiti , tenuti insieme alla meglio , si sfilacciano un po’ e si
gonfiano di mare salato..mentre nel suo , apparentemente tranquillo incedere ,  i flutti , attorno a lui , quasi non osano far
rumore ne sciabordio.

Per un attimo resto come inebetito..perplesso.. quel che sta
facendo è una mossa senza senso..non prevista nello scacchiere di questa muta
battaglia..se ne sta lì..distante un po’ di metri dalla battigia..immerso fino
al petto nell’acqua con la schiena rivolta verso la spiaggia..indifeso..e si
lava viso e braccia con tanta minuziosa dedizione che posso quasi sentir da qui
il tocco del sale.

Non credo che sia impazzito improvvisamente.. non lo credo
affatto.. così come non posso credere che lui pensi veramente di avermi
soffocato nel fumo.. o che improvvisamente si sia convinto che io sia già morto
per sete..no , non è così e non può essere così.. è una trappola .

Le scorte d’acqua dolce infatti sono lì..sulla spiaggia.. in
quegli improvvisati contenitori…in bella vista , anch’esse indifese.. splendide
nella loro umile , ma preziosissima , bellezza…apparentemente avvicinabili..
apparentemente raggiungibili .

Sì , non c’è dubbio è una trappola.. è il formaggio messo
all’ingresso della tana del topo..non è riuscito a stanarmi e vuole che sia io
a farlo per lui.. conta sulla potenza del mio star male , conta sul fatto che
sia proprio il mio insopprimibile bisogno a far leva sulle mie residue
difese..ad esser causa della mia rovina.

Quando mi accorgo di stare già correndo con tutte le mie più
disperate energie verso la spiaggia , verso le scorte d’acqua , spezzando in un
frastuono infernale arbusti e rami contorti , enormi fogliami e fitti cespugli
, è già anche troppo tardi per avere il pensiero che sto dando ragione al mio
nemico , che con la sua mossa ha  , forse
,  vinto la battaglia .

Mentre son sempre più vicino alla mia meta , mentre nella
mia corsa a perdifiato smarrisco ogni mia più piccola forza e lucidità ..ho
solo il tempo di accorgermi , in un modo progressivamente sempre più oscuro e
sfumato , che solo un istinto di vita merita un esercito a sua difesa , che
solo un istinto di vita può gettare un ponte dove i fiumi sono più terribili e
sconosciuti .

Spero solo , una volta arrivato all’acqua , di poter ancora
vivere del battito di questo intelletto nel mio cuore………

 

 

 

“ Duello nel pacifico “ 
è uno dei più atipici film di guerra mai girati , tanto che viene ( e a
ragione ) il dubbio se davvero appartenga a questo genere cinematografico e non
, piuttosto , a quello della sopravvivenza dell’uomo sull’uomo , e dell’uomo sulla
natura.

Uscito all’incirca nel 1968 per la regia di John Boorman (
splendide e suggestive , anche negli aspetti più minimali ,  le sue riprese  con particolare attenzione alla natura ) e
con unici interpreti Lee Marvin e Toshiro Mifune , è un film particolare e
dall’incedere lento , spesso malinconico , riflessivo..ma con improvvisi ,
repentini , sprazzi di grottesco e di umorismo.. un film da guardare con calma
e senza attese di spettacolarismi , dove non è possibile non aver voglia di
vedere l’esito della battaglia tra i due , e del confronto dell’uomo con la
terra nel suo aspetto più primitivo .

Questo film è però noto per avere un finale capace di
lasciare molto perplessi , da lasciare sinceramente interdetti davanti alle
ultime immagini..non è mai stato molto chiaro se il finale di questa pellicola  fosse addirittura “ posticcio “ , per le più
varie esigenze cinematografiche di realizzazione e distribuzione , e la
conclusione ,  in realtà  , dovesse essere un’altra….si può comunque
dire che  , anche con questa conclusione ,
in un certo modo , si può trovare un filo conduttore con quanto visto durante
tutto il film ..e spingere ognuno a farsi la propria idea , o morale .

“ Duello nel pacifico “ ( al quale forse avrebbe giovato un
titolo diverso e meno scontato ) al di là di ogni idea o finale resta un
gioiellino che merita , indubbiamente , la visione.. perché capace di lasciare
nello spettatore una cosa non trascurabile e mai troppo dispensata a piene mani
nella cinematografia mondiale…la riflessione……

Lou Sedgwick 2009

 

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